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	<title>Giorgio De Cesario</title>
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		<title>Salvatore Barbagallo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 17:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Salvatore Barbagallo, Pittore, nasce nel 1957 a Catania dove vive e svolge la sua attività artistica. La sua formazione è stata conseguita presso il Liceo Artistico di Catania. Ama dipingere con la tecnica ad olio, acrilico, tempere e tecniche miste. Figure, paesaggi e composizioni astratte sono le tematiche da lui preferite, non a caso le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/04/salvatorebarbagallo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-824" title="salvatorebarbagallo" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/04/salvatorebarbagallo.jpg" alt="" width="432" height="601" /></a>Salvatore Barbagallo, Pittore, nasce nel 1957 a Catania dove vive e svolge la sua attività artistica.<br />
La sua formazione è stata conseguita presso il Liceo Artistico di Catania. Ama dipingere con la tecnica ad olio, acrilico, tempere e tecniche miste. Figure, paesaggi e composizioni astratte sono le tematiche da lui preferite, non a caso le sue opere sono state definite dalla critica &#8220;Frammenti Armonici&#8221;. All&#8217;artista vengono dedicate diverse interviste su riviste specializzate e con disinvoltura egli racconta che già a sei anni utilizzava i suoi risparmi per comprare colori e colorare i suoi disegni.<br />
Le sue opere sono frutto di una profonda ricerca. La sua lunga carriera artistica gli ha procurato fin dal 1974 anno in cui ha incominciato a essere presente alle rassegne d&#8217;arte, collettive e mostre personali possono riempire pagine intere della sua storia artistica, così pure sono i riconoscimenti e premi di prestigio. Sue ultime mostre sono state presentate ed allestite nel 2000 a Londra alla Harrow Centre, 2001 Galleria Bonan di Venezia, 2002 presso l&#8217;Associazione Andromeda di Catania. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni sia pubbliche che private.<br />
Le stesse sono recensite da valenti critici d&#8217;arte e pubblicate su importanti cataloghi d&#8217;Arte e riviste specializzate. Nel 2005 presso l&#8217;Hotel Principe di Venezia gli viene conferito il Premio Biennale d&#8217;Arte di Venezia &#8220;RIALTO&#8221;. Con motivazione redatta su Pergamena dal noto critico d&#8217;arte Giorgio Falossi.</p>
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		<title>Luciana  Bianco</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Mar 2013 17:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[MONOCROMIE  E  STRASPARENZE NELL’ARTE  DI  LUCIANA  BIANCO Esaltazione del bello con l’ausilio di una tecnica affatto originale. Tale potrebbe essere una chiave di lettura – tra altre forse possibili &#8211; dell’arte “pittorica” di Luciana Bianco, che all’arte stessa ha affidato non solo il ruolo, che le è precipuo, d’esprimere sensibilità, valori e creatività, ma anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-798" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/luciana.jpg" alt="" width="282" height="424" /></p>
<p>MONOCROMIE  E  STRASPARENZE NELL’ARTE  DI  LUCIANA  BIANCO</p>
<p>Esaltazione del bello con l’ausilio di una tecnica affatto originale.</p>
<p>Tale potrebbe essere una chiave di lettura – tra altre forse possibili &#8211; dell’arte “pittorica” di Luciana Bianco, che all’arte stessa ha affidato non solo il ruolo, che le è precipuo, d’esprimere sensibilità, valori e creatività, ma anche quello di realizzare almeno uno dei suoi sogni di bambina.</p>
<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/trittico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-828" title="trittico" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/trittico.jpg" alt="" width="489" height="300" /></a></p>
<p>Può succedere, quando si nasce in una città di mare come Gallipoli, che la natura regali suggestioni e fantasie, qual è quella di fermare la sabbia che scivola tra le mani. Fermare, attenzione, non la sabbia come emblema del tempo che scorre in una trasparente clessidra, ma proprio la sabbia dei biondi arenili cittadini che piccole tenere dita di bimba vorrebbero fermare nel suo fluire, che suggerisce, alla capacità visionaria, immagini che si compongono e si scompongono in un impalpabile divenire.</p>
<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/corpotagliato.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-829" title="corpotagliato" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/corpotagliato.jpg" alt="" width="314" height="432" /></a></p>
<p>Ebbene, Luciana Bianco ha recuperato e superato quella dimensione onirica, nel momento in cui ha deciso che la sua “tela” sarebbe stata la sabbia – sì, dipinge su di uno strato di sabbia – rispettandone il valore monocromatico, anche se articolando ombre e chiaroscuri in tinte diverse da quella della dorata polvere di conchiglie.<br />
Con mani di donna, ha realizzato il sogno accarezzato con mani di bambina.</p>
<p>Un supporto semplice, la sabbia, che la Nostra alterna all’uso di un altro supporto altrettanto semplice: la carta, quella che si getta via, quella che per molti potrebbe avere esaurito il suo ciclo funzionale. Dipinge, infatti, anche su carta “pestata”, che non è la cartapesta, semmai di tale nobile processo attualizza la tradizione, impoverendolo ulteriormente. Recupera, in tale modo, quella policromia giudicata dissacrante per la sabbia, contestualmente ottenendo effetti di morbidissimo rilievo o di originale craquelé.</p>
<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/donna1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-830" title="donna1" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/donna1.jpg" alt="" width="301" height="485" /></a></p>
<p>D’altra parte, Luciana Bianco non disdegna tavolozza e pennelli. E per introdurre tale aspetto della sua pittura, non è forse pindarico tornare sulla riva del mare. L’arenile, a mano a mano che il crescente livello dell’acqua fa degradare la battigia in fondale, regala trasparenze di cristallo.</p>
<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/donna2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-831" title="donna2" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/donna2.jpg" alt="" width="299" height="437" /></a></p>
<p>E tali trasparenze si ritrovano, impalpabili e diffuse, nella sua pittura. Tecniche tutte ottime, supportate dalla preparazione specifica che la Nostra ha conseguito diplomandosi presso l’Istituto statale d’arte “Giannelli” di Parabita e laureandosi in pittura presso l’Accademia di belle arti di Lecce (sempre con il massimo dei voti, sia detto ad abundantiam) e affinando la sua proposta artistica, che ha avuto il riconoscimento di critica e di pubblico in occasione delle numerose mostre che hanno fatto apprezzare il suo talento, dalle personali alle collettive, tra cui quelle a Mulhouse e a Illzach, in Francia; curriculum che comprende anche la collaborazione al restauro della chiesa di Sant’Antonio a Melissano e l’illustrazione per il libro “Ombre nel buio” di Anna Lucia Marcinò.</p>
<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/voltocapelli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-832" title="voltocapelli" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/voltocapelli.jpg" alt="" width="390" height="550" /></a></p>
<p>Ma è d‘uopo ritornare alle sue opere per “leggerne” anche significati e fraseologia poetica. Come non cogliere, ad esempio in Bagnante pensosa, la contrapposizione tra due concetti quasi antitetici, esaltato uno dall’aggettivo, che suggerisce meditazione, e l’altro dal termine bagnante, cui è implicito associare svago distratto e gioioso? E Il cappello, è una sorta di maschera che cela la grazia d’un volto o piuttosto l’abiezione d’una mente, ancora una volta concetti in possibile contrapposizione? E la donna di Rinascita che, la schiena rivolta al fruitore, diresti pensosa, auspica un<br />
rinnovamento per il mondo circostante o piuttosto è l’altra donna, raccolta in nostalgica posizione fetale, a rimandare alla rinascita che ciascuno, in situazione che dovessero richiederlo, è esortato a vivere? Immagini plastiche, comunque, che suggeriscono evocazioni, problematiche, analisi… Silenzi mistici? Quanta attualità, in tanta inquietudine forte d’umanità.</p>
<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/voltocolore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-833" title="voltocolore" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2013/03/voltocolore.jpg" alt="" width="537" height="405" /></a></p>
<p>Pensieri in libertà, certamente, suggeriti dalle opere di un’artista che lascia il segno nell’osservatore. Quando questi, infatti,  è ormai lontano nello spazio e nel tempo dalle donne di Luciana Bianco in perenne bilico tra romanticismo e realismo, tale universo femminile continua a reclamare uno spazio nella mente del fruitore o, se preferite, nel suo cuore.</p>
<p><strong>Giuseppe Albahari</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ralph Gilliam</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 16:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[I was born in 1945 in Portland, Oregon. I grew up in the working class neighborhood of Ardenwald, just south of Portland in Milwaukie. Growing up I loved making and fixing things. My element in high school was metal shop. I graduated from Milwaukie High School in 1963. Fresh out of high school I worked [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-753" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/09/ralphcloseup.jpg" alt="" width="265" height="178" /></p>
<p>I was born in 1945 in Portland, Oregon. I grew up in the working class neighborhood of Ardenwald, just south of Portland in Milwaukie. Growing up I loved making and fixing things. My element in high school was metal shop. I graduated from Milwaukie High School in 1963.</p>
<p>Fresh out of high school I worked for Zidell Explorations making barges out of rusty WWII ships on the waterfront near the Ross Island Bridge. I also worked for Gunderson Brothers on Front Avenue making railroad gondola cars and Hanna Enterprises making car washes. I loved these experiences and also learned that it might be a good idea to get a college degree so I could earn more money and have a better life.</p>
<p>In the mid 1960’s I began taking classes at Portland State College. I supported myself while doing this with welding jobs. I was drawn to art classes especially jewelry, architecture and sculpture. I settled in on sculpture and identified with Jim Hanson. I was also very interested in furniture design. I graduated from PSU in 1970 with a BS in sculpture.</p>
<p>After graduation I worked for ten years for Design Group Incorporated. Design Group’s owner, Harry Weitzer, was a friend of the late George Schwarz, a PSC architecture instructor. George designed a line of oak library furniture that was initially sold to PSC for the new library. George’s design propelled DG into a national market in a library furniture niche. A few years later office furniture also became a staple. I did lots of design drawing, adapting our products to meet design specifications.  From 1980 -1984 I was a sole proprietor for a small custom furniture/cabinet shop In Portland. After struggling financially I went back to DG for a time and a few other furniture producers as well.</p>
<p>Making a decision to change careers I went back to PSU and earned an MS in education in 1990. I worked in Special Education with older students in transition to adulthood until my recent retirement in June of 2007. I continue working part time for Portland Public Schools. I have developed a non profit social club for young adults with disabilities in partnership with Impact Northwest, a local social agency.</p>
<p>Concurrent with my move to retirement I have been working in metal, both sculpture and furniture. I am energized with this work. I am building a body of work in both areas and I am now promoting myself as a sculptor and furniture designer and maker.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-755" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/09/exhibitions1.jpg" alt="" width="342" height="178" /></p>
<p>Exhibitions</p>
<p>Arts Council of Lake Oswego, Lake Oswego, Oregon, August 2011<br />
Gallery Without Walls: Guardian of the Journey Sculpture</p>
<p>Lakewood Center for the Arts, Lake Oswego, Oregon, June 2011<br />
Festival of the Arts Exhibit: Shovel Flower Sculpture</p>
<p>Portland State University, Autzen Gallery, November 2010<br />
PSC Art Alumni Exhibition; Shovel Seed Pod Sculpture</p>
<p>Artisan Renovations Inc., Beaverton, Oregon, June 2010<br />
PCC Rock Creek Art Student Exhibit; Three Sculptures</p>
<p>Portland Community College, Rock Creek Campus, May 2010<br />
PCC Student Art Exhibit; Three Sculptures</p>
<p>West Hills Friends Church, Portland, OR, July 2009<br />
Art Exhibit; Sculpture and Furniture</p>
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		<title>Federico Natali</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 16:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Nato a Gallipoli il 15 maggio 1938. Laureato in Pedagogia presso l’Università degli Studi di Lecce. Già docente di Storia e Filosofia e Materie letterarie. Studioso di Storia Patria e Letteratura dialettale salentina. E’ socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia. Ha pubblicato saggi e articoli sulla rivista Studi Etno-Antropologici e Sociologici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-748" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/09/federiconatali1.jpg" alt="" width="237" height="269" /></p>
<p>Nato a Gallipoli il 15 maggio 1938. Laureato in Pedagogia presso l’Università degli Studi di Lecce. Già docente di Storia e Filosofia e Materie letterarie. Studioso di Storia Patria e Letteratura dialettale salentina. E’ socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia. Ha pubblicato saggi e articoli sulla rivista Studi Etno-Antropologici e Sociologici di Napoli, sul Bollettino Storico di Terra d’Otranto, su Archivio Storico Pugliese (Organo della Società di Storia Patria per la Puglia), sulla rivista storico-letteraria della Assonautica provinciale di Lecce, L’Uomo e il Mare, sul Notiziario gallipolino Anxa news e su Presenza Taurisanese. Dal dicembre 1978 al dicembre 1981 è stato Redattore e Notista politico del quindicinale gallipolino di politica e cultura Busacca. Ha pubblicato I Coppola nel ’600 (1999) &#8211; Nicola Patitari poeta dialettale gallipolino dell’’800 (1999) -  La crisi socio-economica di fine &#8217;800 e il tumulto per il caropane a Gallipoli (2000) &#8211; Bonaventura Mazzarella e il suo tempo (1818-1882) (2001) &#8211; Luigi Forcignanò poeta gallipolino cantore del Risorgimento italiano (1825-1907) (2001) &#8211; Gallipoli nel Regno di Napoli. Dai Normanni all&#8217;Unità d&#8217;Italia (2007) &#8211; Pasquale Cataldi poeta improvvisatore gallipolino (2009) &#8211; I de Pace ed Antonietta. Una patriota ritrovata (2012). Particolare è il suo impegno a registrare e valorizzare le vicende politico-amministrative di Gallipoli e del Salento dal XV al XIX secolo e la poesia dialettale gallipolina.</p>
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		<title>Cesare Politi</title>
		<link>http://www.giorgiodecesario.it/cesare-politi/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 17:53:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Catanese di origine, ma siracusano di adozione, inizialmente si forma teatralmente nella fucina del teatro classico siracusano degli anni sessanta e nel ’61debutta ancora adolescente in “Edipo Re” con il Teatro Drammatico di Siracusa. Catanese di origine, ma siracusano di adozione, inizialmente si forma teatralmente nella fucina del teatro classico siracusano degli anni sessanta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-646" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/02/cesarepoliti.jpg" alt="" width="357" height="529" /><br />
Catanese di origine, ma siracusano di adozione, inizialmente si forma teatralmente nella fucina del teatro classico siracusano degli anni sessanta e nel ’61debutta ancora adolescente in “Edipo Re” con il Teatro Drammatico di Siracusa.<br />
Catanese di origine, ma siracusano di adozione, inizialmente si forma teatralmente nella fucina del teatro classico siracusano degli anni sessanta e nel ’61debutta ancora adolescente in “Edipo Re” con il Teatro Drammatico di Siracusa.<br />
Dal ’66 al ’68, ancora giovanissimo, gira l’Italia con sconosciute compagnie di mestieranti e, durante alcuni soggiorni romani, prende parte a numerosi stage nello Studio Teatrale di A. Fersen. Rientrato a Siracusa, dalla primavera del ’69 al ’71, entra a far parte della compagnia del Teatro d’Arte di Siracusa diretta da Renzo Monteforte (Spettacoli: “La regina e gli insorti” di Ugo Betti, “La Giara” di Pirandello, “La mafia” di G. A. Cesareo, “ Victor o i bambini al potere” di R. Vitrac), con il quale debutta anche al Teatro Stabile di Catania, prima come attore ne “Il Re muore” di E. Jonesco e poi come aiuto regista dello stesso Monteforte in “Aspettando Godot” di S. Beckett; Successivamente, in veste di attore, collabora anche con la Compagnia Stabile del Teatro di Sicilia, prendendo parte agli spettacoli: “Assassinio nella Cattedrale” di T. Eliot. e “La Mandragola” di Machiavelli al fianco di Michele Abruzzo.<br />
Nell’autunno del ’71, assecondato da un gruppo di giovani neo &#8211; attori siracusani, fonda il “Teatro Giovane” (oggi TeatroG ) e da vita al primo dei sette “teatri alternativi” istituiti dagli anni ad oggi a Siracusa e non solo.<br />
Con la compagnia  Teatro Giovane Cesare Politi inizia il percorso di   teatro di base non istituzionalizzato, esordendo, con immediati e significativi riscontri di pubblico e di critica, nella duplice veste di attore-regista.<br />
Nelle sue prime realizzazioni è evidente un certo interesse sul rapporto fra natura e l’uomo, e proprio dalla posizione di assoluta dipendenza di quest’ultimo nei confronti della prima, egli riesce ad approfondire la sua indagine nella natura mediante uno stile teatrale personalissimo, suscitando non poco scalpore e interesse critico.<br />
Sono di quegli anni le prime sue significative realizzazioni: “ Escuriale” e “ La Scuola dei Buffoni” di M. De Ghelderode; “Orfeo” di J. Cocteau; “ Finale di partita” di S. Beckett; “Oplà, ecco il mondo: quinto non ammazzare” di C. Politi; “ La cantatrice calva” e “Assassino senza movente” di E. Jonesco; “ L’Anitra Bianca” di S. Bajini; etc.<br />
Dal 1970 al ’80, sono per Politi anni di sperimentazione, di ricerca, di “teatro laboratorio”, di training e di &#8220;teatro povero&#8221;.<br />
Questo lo porta a seguire più da vicino i movimenti teatrali ispirati dalla cittadina romagnola di Santarcangelo, nutrendosi anch’egli dei maestri Jerzi Grotowski, Peter Schumann e Julian Beck; non tralasciando gli approfondimenti verso filosofie ed espressioni teatrali di altri paesi, con particolare attenzione al teatro Polacco e Giapponese ( “No” ).<br />
Sono gli anni in cui le tendenze che la moderna regia europea veniva via via elaborando, lo spingono a far propri i motivi di polemica del teatro naturalista contro la commedia borghese. In tal senso, sono di quel periodo per Politi gli scambi culturali ed i contatti più significativi: Living Theatre di N. Y. ; Carmelo Bene; Dacia Maraini; Stefano Mastini: Teatro Strumento di Roma; Valentino Orfeo (Roma); Gianni Scuto: Studio Gamma (Catania); Nello Pappalardo: PapCab (Catania); Beno Mazzone: Teatro Libero di Palermo; ed altri.<br />
Sul finire degli anni ‘70, come, per certi aspetti, aveva a suo tempo fatto il polacco Leon Schiller con la le ragioni del teatro puro di Gordon Craig, Politi decide di elaborare le teorie di Stanislavskij per identificarle, ancora oggi, in un teatro naturalista immune da accademismo.<br />
Nel 1987, egli crede sia giusto tramandare ai giovani le sue teorie e tecniche teatrali, dando vita a Siracusa (oggi con sedi anche a Catania e Modica) ad un laboratorio teatrale denominato “Scuola d’Attore”, dove iniziano il loro percorso artistico molti giovani, oggi validi attori e registi tra i professionisti Italiani.<br />
Nel 2000, con una particolarissima realizzazione di “ Edipo Re” di Sofocle, al Teatro Greco di Palazzolo Acreide, segnò la sua centesima regia.<br />
Nelle vesti di regista-attore, ha svolto e svolge una intensissima attività teatrale e artistico-culturale, trasferendo spesso le proprie esperienze anche nell’aggregazione giovanile (istituti scolastici di vario grado) e nel sociale (istituti detentivi per adulti e di recupero minorile).<br />
Nonostante la mole di attività svolta, l’umiltà è sempre stata la forza di Politi. Non a caso è critico con chi utilizza il teatro per fin i lontani dai principi che lo ispirano e animano, amando stare alla larga dalle faziosità intellettualistiche e dai compromessi professionali accattivanti.<br />
Il suo teatro è tutt’oggi pura ricerca dl rapporto natura-uomo-società, con la giusta apertura polemica che gli consente di non cadere nella retorica e nello scontato.<br />
Ecco uno stralcio di un’intervista da lui rilasciata a “SIPARIO” – il Mensile Italiano dello Spettacolo &#8211; Luglio ’77:<br />
«(…) pur tenendo presente i mie i trascorsi di ricerca e di sperimentazione teatrale, oggi sono, in un certo senso, legato alle convenzioni dell’arte teatrale. Questo non significa però che le mie realizzazioni si riducano a delle formule e limitino l’attore in questo cerchio. In effetti queste convenzioni non sono né restrittive, né statiche , ma servono a dare una certa forma realizzativa. Agli attori tocca poi dargli vita. E’ certo che per arrivare a questo essi devono dare alla loro arte l’apporto della loro conoscenza della vita stessa. (…) Bisogna cercare quotidianamente i presupposti per attuare delle riforme. Partendo dall’esperienza che accumuliamo dell’arte moderna e della moderna conoscenza, cercare di dare al teatro una vita nuova , un nuovo sviluppo, avvicinarlo ai pensieri e alle problematiche contemporanee, adattando le nostre produzioni teatrali alle esigenze dell’uomo della strada. (…) Senza trascurare i criteri artistici, bisogna sempre essere consapevoli che se l’attore ha da essere “ poliedrico ”, dall’ altro lato può pretendere dal pubblico maggiore disponibilità sui molti aspetti delle percezioni teatrali.»</p>
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		<title>Domenico Donatio</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 17:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenico Donadio è nato nel 1963 a San Nicola Arcella in provincia di Cosenza. Ha conseguito la maturità d’arte applicata in arte dei Metalli e dell’Oreficeroia e  ha  compiuto gli studi in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma. E’ stato tra  i fondatori del &#8220;GRUPPO 84/Tre&#8221; che si è impegnato nella promozione dell’arte in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-642" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/02/domenicodonatio.jpg" alt="" width="240" height="301" /></p>
<p><strong>Domenico Donadio</strong><em> </em>è nato nel 1963 a San Nicola Arcella in provincia di Cosenza. Ha conseguito la maturità d’arte applicata in arte dei Metalli e dell’Oreficeroia e  ha  compiuto gli studi in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma.<em> </em>E’ stato tra  i fondatori del &#8220;GRUPPO 84/Tre&#8221; che si è impegnato nella promozione dell’arte in relazione all’ambiente e ai centri storici e con cui ha esposto, tra il 1984 e il 1986, in  una serie di mostre  in Calabria. Alla fine degli anni ottanta  è stato  ideatore del giornale periodico di politica e cultura “La Gazzetta del Tirreno”. Ha gestito e diretto importanti progetti comunitari, regionali e ministeriali ed ha ricoperto la carica di consigliere della Comunità Montana di Verbicaro (Cs).<em> </em>E’ stato<em> </em>Sindaco di San Nicola Arcella (cs) dal 1993 al 2001 e dal 2006 al 2011. Dopo aver insegnato in prestigiosi Istituti d’Arte come quello di Napoli Sorrento e Squillace, attualmente  insegna Progettazione all’Istituto Statale d’Arte di Cetraro (Cs).</p>
<p>Donadio è Presidente dell’Associazione Geo Arte Onlus<em> </em>impegnata nella promozione della Cultura e dei linguaggi della ricerca Artistica Contemporanea più qualificata e nella salvaguardia del patrimonio artistico, storico, culturale, archeologico e ambientale e la cui finalità<em> </em>è il libero progresso, la difesa dei valori civili e culturali, il perseguimento della tolleranza e del rispetto umano.</p>
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		<title>Fulvio Longo</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Fulvio Longo nasce a Maierà (Cs) nel 1963. Ha compiuto gli studi in Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Roma, allievo di Emilio Greco. Opera nel campo delle arti visive e plastiche. Artista poliedrico e tecnicamente sapiente, si esprime con un linguaggio che, anche quando è più tangente all’operazione pittorica, non cela mai proiezioni tridimensionali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-638" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/02/FULVIO_LONGO.jpg" alt="" width="346" height="433" /></p>
<p>Fulvio Longo nasce a Maierà (Cs) nel 1963. Ha compiuto gli studi in Scultura all’Accademia delle Belle Arti di Roma, allievo di Emilio Greco. Opera nel campo delle arti visive e plastiche. Artista poliedrico e tecnicamente sapiente, si esprime con un linguaggio che, anche quando è più tangente all’operazione pittorica, non cela mai proiezioni tridimensionali. Gli accenti cromatici appaiono sovente elaborati su introspettive cifre tonali, animate da<br />
emozionali modulazioni di luci ed ombre. Nel 1983 vince il primo premio nazionale per il 50° della morte di Boccioni e nell’87 vince un corso di formazione in architettura e urbanistica a New York. Negli anni novanta realizza a Mosca il monumento ai Caduti della guerra in Cecenia. In Costa d’Avorio, ad Abidjan, cura l’arredamento della nuova Cattedrale e in Etiopia lavora presso la Residenza del Patriarca di cui esegue anche un busto in bronzo. Nel 2000 realizza il monumento al Lavoro a Graz in Austria. Ha tenuto mostre personali alla Sala del Bramante a Roma, Gallery Sculpture Center di New York e Kiro Gallery, Parigi. Ha  partecipato a prestigiose rassegne in Italia e all’estero. Tra queste:  2002: “Per un mare di Pace” Parlamento Europeo, Strasburgo. 2004: “Opere, conversazioni d’arte” Sala delle Fonderie, Forlì.<br />
2005: “Arte sacra” Convento delle Vergini, Cosenza. 2006: “Latine loqui” Istituto italiano di Cultura , Budapest;  Nel 2007 è presente nel padiglione francese alla Biennale di Tokio. Partecipa a “Ricognizione Pittura Calabria 2009” alla Galleria Provinciale di Cosenza. Nel 2010 presenta le sue opere a Roma in una personale presso Palazzo Rospigliosi e  nello stesso anno partecipa  a “Incontri d’Arte-Silence end” al Palazzo della Provincia di Siracusa. 2011: “Croce e croci del Sacro” al Museo Diocesano di San Marco Argentano (Cs) e alla Galleria l’Agostiniana di Roma; “ 150 Artisti per l’Unità d’Italia” Galleria Nazionale di Cosenza. Sue  opere abitano  in prestigiosi luoghi pubblici. Insegna Decorazione Ceramica presso il Liceo Artistico di Cetraro.</p>
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		<title>Amanda Gesualdi</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 16:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[“Amanda Gesualdi, scrittrice e ricercatrice. Nasce a Varese il 4 Febbraio 1970 e vive a Milano. In passato atleta professionista di tennis ed attualmente è Presidente della Training Team, Scuola di Tennis e Discipline Bio Naturali. L’unione di sport e spirito nasce proprio dall’incessante ricerca, da parte della fondatrice della scuola, di trovare più umanità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-632" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/02/Amandagesualdi.jpg" alt="" width="304" height="429" /><br />
“Amanda Gesualdi, scrittrice e ricercatrice.<br />
Nasce a Varese il 4 Febbraio 1970 e vive a Milano. In passato atleta professionista di tennis ed attualmente è Presidente della Training Team, Scuola di Tennis e Discipline Bio Naturali. L’unione di sport e spirito nasce proprio dall’incessante ricerca, da parte della fondatrice della scuola, di trovare più umanità e arte nell’esprimere se stessi attraverso lo sport anche nelle sue forme più competitive. Da qui la lotta contro il doping ed una proposta di sport “sano” a tutti i livelli. Il lavoro di ricerca continua nell’esplorazione dell’animo e dell’anima, attingendo ad un pozzo di potenzialità enormi. La scrittura per Amanda è un modo per comunicare una diversa via, un cambiamento nello scegliere se stessi attraverso un lavoro di introspezione e meditazione, lasciando la strada dell’ego proposta continuamente e sempre più violentemente dai mass media. Scrive un primo libro di poesie nel 2006 “Musica tra le note”, per poi continuare con “L’Atleta Zen” nel 2007, un racconto metaforico “La Sacerdotessa e lo Shogun” sempre nel 2007, la seconda edizione de “L’Atleta Zen” nel 2010, “L’Atleta Zen” volume II sempre nel 2010, poesia e metafora con “X” nel 2011, “Tennis Olistico” nel 2011. Dal 2006 ad oggi ha tenuto diverse Conferenze portando come oggetto i temi proposti nei suoi libri.”<br />
Presidente ASD Training Team, Tennis Olistico<br />
Responsabile Scuola il Tempio, Discipline Bio Naturali.</p>
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		<title>Mario Cassisa</title>
		<link>http://www.giorgiodecesario.it/mario-cassisa/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:31:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorgio De Cesario e Mario Cassisa nel suo Atelier a Trapani Nasce nel 1929 a Palermo Muore il 12 Aprile 2008 a Trapani Trapani, la città che aveva scelto come suo rifugio dopo un lungo pelegrinare in giro per il mondo. Uomo e artista sicuramente eccentrico e fuori dagli schemi, aveva studiato arte a New [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/02/mariocassisa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-614" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/02/mariocassisa.jpg" alt="" width="350" height="407" /></a><br />
Giorgio De Cesario e Mario Cassisa nel suo Atelier a Trapani</p>
<p>Nasce nel 1929 a Palermo<br />
Muore il 12 Aprile 2008 a Trapani</p>
<p>Trapani, la città che aveva scelto come suo rifugio dopo un lungo pelegrinare in giro per il mondo. Uomo e artista sicuramente eccentrico e fuori dagli schemi, aveva studiato arte a New York con Mark Tobey. Di Tobey, conosciuto nel suo soggiorno a Seattle, seguirà la strada sia nei viaggi e nell&#8217;amore per la terra messicana, sia nella tecnica &#8220;all over painting&#8221;, ovvero del ricoprire l&#8217;intera tela, andando oltre la cornice e verso l&#8217;infinito&#8230;<br />
Dalle culture precolombiane aveva attinto da esse citazioni e simbologie, mescolandole alla cultura visiva occidentale e in particolare alla cultura mediterranea con risultati di grande impatto visivo. La fondazione Orestiadi di Gibellina lo ricorderà il 4 Ottobre con una grande retrospettiva. Cassisa ha lasciato alla città di Trapani oltre 2000 lavori che un&#8217;associazione che porta il suo nome, promuoverà in sicilia e nel mondo.<br />
Mario Cassisa aveva avuto la sua residenza in via Poeta Calvino n.23 a Trapani dove ha creato il suo Museo-atelier, per Cassisa l&#8217;arte e la vita sono un unico indivisibile. La sua ricerca di metodo ed espressività cominciò negli anni cinquanta studiando con Mark Tobey.<br />
I suoi interessi in letteratura-antropologia-archeologia sono il sottostrato della sua attività pittorica. I suoi lunghi soggiorni all&#8217;estero: Giappone, Messico, Hawai, Nord America, Florida, Inghilterra hanno differenziato la sua produzione artistica che si può dividere nei seguenti periodo:<br />
California: Pittura astratta 1959/1964;<br />
Roma: Ricerca stilistica 1965/1968;<br />
Boston: Fiori astali 1968/1970;<br />
Messico: Maya-Azteca 1965/66 1977/79;<br />
Florida caraibi: Totemica.Afro 1975/79;<br />
Sicilia: chiese e monumenti 1980/1986;<br />
Paris: Le parc de Mont Souris 1988/1990;<br />
Sintesi XXI Secolo &#8211; Trapani 1992;<br />
Le labyrinthe de la memorie &#8211; Trapani 1994;</p>
<p>Il suo pensiero:<br />
Oggi alle soglie del 2000 l’intero universo sembra sfuggire alle conosciute regole della nostra logica, e la conoscibilità di molti fenomeni può diventare riconoscibile nel momento in cui viene stabilita la loro posizione. L’Intervento dell’osservatore e in questo caso dell’artista modifica l’ente osservato, come se questo ente non esistesse in se stesso, bensì solo in funzione dell’attenzione consacratagli dall’uomo. Nei mondi paralleli e quasi infiniti degli esseri quasi terrestri, la conoscenza della realtà diventa clamorosamente imperfetta: da notarsi l’imperfezione dei nostri miseri umani cervelli. Solo andando al di là della apparente realtà in una sintesi atemporale l’immaginario individuale facendosi carico di quello collettivo ferma il tempo nell’immagine pittorica e grafica. Un istante di permanenza &#8211; un punto fermo &#8211; nel flusso continuo instancabile del divenire: Ecco la nuova funzione della pittura alle soglie del nuovo millennio. Lo strumento di sintesi è comunione tra natura e uomo &#8211; tra uomo e l’universo sino a rendere<br />
queste capacità creative istintive, ed uno strumento per la sopravvivenza della specie umana nel cosmo.<br />
Mario Cassisa</p>
<p>Una breve storia di Mario Cassisa.<br />
Il panorama della pittura contemporanea dominata da un diffuso gusto post- impressionistico del tipo Castrati e da non poco astrattismo del tipo De Chirico, fa spicco per la sua singolarità la pittura di un Siciliano, Joseph Mario Cassisa vissuto a lungo in America nella cui Università ebbe a specializzarsi nell&#8217;arte della decorazione e nei cui ambienti artistici ebbe a maturare la sua vocazione di pittore.<br />
A Palermo dove è nato. compì con profitto tutti gli studi medi sino alla maturità classica e a Trapani ha ora edificato la sua holding artistica.<br />
La sua pittura, di qui la sua singolarità è ispirata alla civiltà precoloenliana (l&#8217;america ha saputo custodirne il patrimonio più rappresentativo, basta per tutti il Columbus museum. dove si trova un &#8220;indian exibit and art gallery&#8221;). Si avvale dunque di un forte retaggio storico, divenuto figurativo anche e soprattutto attraverso la sua esperienza decorativa (un buon riferimento più specifico potrebbe essere quello della pittura maya caratteristica per la<br />
stilizzazione di figure umane e animali col volto realisticamente evocato).<br />
Per tutto questo i suoi quadri quasi tutti, offrono una felice sintesi di natura e di storia di creature animali e vegetali sollevate a dignità di simbolo, il tutto in una accesa fantasmagoria dei colori, che incidono sulle figure e si proiettano pure sullo sfondo, colori che richiamano in qualche modo anche le tinte di pittori nostrani come i macchiaroli: ma con un&#8217;intensità maggiore che è la significazione simbolica che il nostro pittore ha saputo dare loro.<br />
Cassisa non è un solitario, se questa sua pittura richiama quella anch&#8217;essa di tipo precolombiano di Fida Caro, pittrice messicana morta negli anni &#8217;50 nel momento in cui la sua arte aveva raggiunto il culmine. Era moglie dei pittore Diego Rivera.<br />
La pittura della Caro rappresentano la pittura del Messico post rivoluzionario,influenzata molto dall&#8217;arte messicana precolombiana.<br />
La pittura e la scultura di Cassisa hanno goduto di un recente successo come testimonia la mostra allestita a Palazzo Sieri che ha riscosso unanimi consensi sia di critica sia di pubblico, esibizione che segue alle 118 mostre organizzate in tutto il mondo.<br />
In altre parole, Cassisa è un artista che ha saputo coniugare la significativa esperienza americana con la più autorevole poetica pittorica di tipo europeo, con risultati che ormai hanno guadagnato un larghissimo mercato, che indubbiamente il segnale più autorevole delle doti di questo artista.</p>
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		<title>Manfredo Meneghetti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 17:44:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio De Cesario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti Ospiti]]></category>

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		<description><![CDATA[MANFREDO MENEGHETTI, cantante, nasce a Bologna l’8 aprile del 1984. Sin da giovanissimo intraprende lo studio del canto lirico come tenore ed entra a far parte dell’associazione Scena Musicale fondata da Anna Flores e Roberto Ferrari Melega.  Nel 2004 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Bologna,senza però mai abbandonare  lo studio del  canto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/01/manfredo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-596" title="" src="http://www.giorgiodecesario.it/wp-content/uploads/2012/01/manfredo.jpg" alt="" width="437" height="583" /></a></div>
<div style="text-align: left;">MANFREDO MENEGHETTI, cantante, nasce a Bologna l’8 aprile del 1984. Sin da giovanissimo intraprende lo studio del canto lirico come tenore ed entra a far parte dell’associazione Scena Musicale fondata da Anna Flores e Roberto<br />
Ferrari Melega.  Nel 2004 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza di Bologna,senza però mai abbandonare  lo studio del  canto al quale si dedica con passione e determinazione. Ad oggi ha alle spalle numerosi concerti e rappresentazioni<br />
teatrali, tra i quali: Il Barbiere di Siviglia di G.Rossini nel personaggio di Fiorello andato in scena presso il  Circolo Lirico bolognese(2000), Una Notte a Venezia di J.Strauss  nel ruolo di Enrico Piselli presso il Teatro Consorziale di Budrio(2006), la Boheme di Puccini ricoprendo il ruolo di Marcello presso il Teatro G. Lazzari di Monterenzio(2009), nel  maggio 2010 si esibisce poi in un concerto da solista presso il prestigioso Circolo Ufficiali di Bologna.<br />
Recentemente ha approfondito il perfezionamento della sua tecnica vocale sotto la supervisione del tenore William Matteuzzi.</div>
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